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Probiotici per cistite: ceppi, vie d'uso e risultati

Redazione VescicaSerena ·

I probiotici hanno risultati ancora incerti nella prevenzione della cistite ricorrente. Uno studio del 2024 ha trovato esiti favorevoli con preparati vaginali, soli o associati all'orale, in donne prima della menopausa. Il risultato non vale per qualsiasi fermento lattico e non dimostra una cura per l'infezione in corso. Trial sui probiotici, 2024 EAU, infezioni urologiche

Per orientarti, cerca il ceppo, cioè il tipo preciso di microrganismo studiato. Controlla anche se il preparato era usato per bocca o per via vaginale e quale problema cercava di prevenire. Sono informazioni da leggere insieme. Dire soltanto «prendo fermenti lattici» non permette di sapere se il prodotto corrisponda a quello della ricerca. Le prove recenti sono interessanti. Riguardano però preparati precisi e donne con determinate caratteristiche. Per confrontare una confezione con lo studio, servono anche queste informazioni.

Vuoi capire come si collocano questi risultati rispetto a mannosio e cranberry? Leggi il confronto fra ingredienti e prove disponibili. Questa guida ti aiuta invece a distinguere ceppi e modi d'uso.

Perché specie e ceppo non sono la stessa cosa?

La specie indica un gruppo di microrganismi.

Il ceppo è più preciso. Distingue una linea all'interno di quel gruppo e permette di capire meglio a che cosa si riferisce uno studio sulla cistite.

Il nome Lactobacillus è ancora più generale. Trovarlo su due confezioni non significa che i prodotti siano equivalenti. Le linee guida EAU discutono ceppi specifici, non un effetto identico di tutti i lattobacilli. EAU, infezioni urologiche

Fra i ceppi citati dalle linee guida compaiono le sigle GR-1, RC-14, B-54, Shirota e CTV-05. Le sigle identificano i ceppi. Vanno lette insieme al nome del microrganismo e al preparato studiato, senza usare l'elenco come una ricetta da ricostruire acquistando più prodotti. Non identifica automaticamente i preparati del trial del 2024.

Informazione Cosa permette di distinguere
Specie Il microrganismo indicato, oltre al termine generico «fermenti».
Ceppo L'identità più precisa a cui si riferisce una ricerca.
Via di somministrazione Preparato assunto per bocca oppure applicato per via vaginale.
Obiettivo dello studio Prevenzione di nuovi episodi, distinta dal trattamento dei sintomi presenti.

Il nome della specie non basta.

Anche quando coincide, senza il ceppo non dimostra che i preparati corrispondano.

E se il ceppo è citato negli studi? Non basta ancora a stabilire dose e durata adatte, perché EAU considera insufficienti i dati per definire un modo d'uso adatto a tutti i preparati. EAU, infezioni urologiche

Cosa aveva trovato la revisione Cochrane del 2015?

La revisione Cochrane del 2015 non aveva dimostrato un vantaggio significativo dei probiotici nel prevenire le infezioni urinarie. Le prove erano deboli. I 9 studi inclusi riguardavano 735 persone di gruppi diversi, ma erano piccoli e la qualità dei dati raccolti era bassa. Nel confronto con placebo, sei studi con 352 partecipanti davano un rischio relativo di 0,82. Revisione Cochrane, 2015

L'intervallo di confidenza al 95% andava da 0,60 a 1,12. Includeva il valore 1.

Questo valore indica che non c'è differenza fra i gruppi. Poiché rientrava nell'intervallo, la sintesi degli studi non dimostrava una riduzione certa del rischio. Non va letto come «il 18% di infezioni in meno è garantito», ma neppure come dimostrazione che ogni ceppo sia inefficace.

La ricerca degli studi si fermava al settembre 2015. Il trial del 2024 viene dopo. La revisione resta utile per capire i limiti delle prove precedenti, anche se non può contenere i risultati di uno studio pubblicato anni più tardi. Quando si incontrano giudizi molto diversi sui fermenti lattici, verificare a quale studio e a quale periodo si riferiscano aiuta a capire la differenza. Revisione Cochrane, 2015

Che cosa aggiunge lo studio del 2024 su 174 donne?

Lo studio del 2024 aggiunge un segnale favorevole per specifici preparati vaginali nella prevenzione delle recidive. Le 174 partecipanti erano donne prima della menopausa e l'intervento durava quattro mesi. Il trial era registrato in India.

Era randomizzato e in doppio cieco. Le donne venivano assegnate ai gruppi in modo casuale e il confronto era organizzato per limitare quanto le aspettative potessero influire sui risultati. Trial sui probiotici, 2024

Intervento assegnato Partecipanti con almeno un'infezione urinaria
Placebo 70,4%
Probiotico orale 61,3%
Probiotico vaginale 40,9%
Probiotico orale più vaginale 31,8%

Non sono percentuali di guarigione. Contano le donne che hanno avuto almeno un episodio. Una donna che ha avuto un episodio rientra nell'esito anche se ne ha avuti meno rispetto al passato. La tabella confronta i gruppi nel periodo studiato. Non predice l'esito personale. Trial sui probiotici, 2024

Gli esiti favorivano i due gruppi che ricevevano il preparato vaginale, aggiungendo un dato nuovo rispetto alle prove raccolte dalla revisione precedente. Resta però un solo confronto su donne con caratteristiche precise, di cui la vecchia revisione non poteva tenere conto. E il gruppo combinato? Aveva la percentuale numericamente minore. Non è una ricetta fai-da-te. Non autorizza a mettere insieme un prodotto orale italiano e uno vaginale qualsiasi per cercare di ottenere lo stesso risultato.

Che differenza pratica c'è tra via orale e vaginale?

Per bocca e per via vaginale sono due modi diversi di usare un preparato. Negli studi non si possono scambiare. Farlo cambierebbe il significato del confronto. Nel trial del 2024, il gruppo orale da solo non mostrava lo stesso segnale favorevole dei gruppi vaginali. Il risultato riguarda però insieme la via e i preparati specifici utilizzati. Trial sui probiotici, 2024

Cambiare via non basta.

Non significa riprodurre lo studio. Se i prodotti hanno composizioni diverse, non si può attribuire soltanto alla via d'uso ogni differenza nei risultati, ignorando ciò che cambia fra i preparati. EAU ritiene ancora insufficienti i dati per indicare una via ottimale valida per tutte le donne e tutti i probiotici. EAU, infezioni urologiche

Per una scelta personale, la domanda utile al medico è se esistano studi pertinenti per quel preparato e per la propria situazione. La dicitura «per la flora intima» dice poco.

Né questa frase né il numero di ceppi basta ad attribuire a quel prodotto le percentuali del trial. Questa incertezza va considerata anche quando confronti i probiotici con cranberry e mannosio.

Quale quantità serve e per quanto tempo?

Non è stabilita una quantità o una durata universale di probiotici per prevenire la cistite. Le linee guida EAU segnalano l'insufficienza delle prove per definire dose, via e durata ottimali. Quattro mesi è la durata dello studio del 2024. Non è un ciclo personale. EAU, infezioni urologiche Trial sui probiotici, 2024

Lo studio ha una durata definita. Questa permette di capire che cosa è successo durante il confronto, ma da sola non risponde alla domanda «per quanto tempo devo continuare io?». La decisione è personale. Deve tenere insieme il preparato, le condizioni di salute e la strategia per le recidive, senza ricavare una quantità da assumere dalla percentuale di beneficio di uno studio.

Per lo stesso motivo, un numero maggiore di microrganismi o di ceppi sulla confezione non dimostra una maggiore efficacia contro le infezioni urinarie. Più microrganismi non significa più prove. Senza dati pertinenti sul preparato, il numero sulla confezione non risolve l'incertezza segnalata dalle linee guida. Per gli integratori, l'ISS raccomanda di rispettare le indicazioni e di discutere l'uso prolungato con il medico. EAU, infezioni urologiche ISS, uso degli integratori

Le prove valgono anche dopo la menopausa?

Il risultato del trial del 2024 non si può applicare automaticamente alle donne dopo la menopausa, perché le partecipanti erano in premenopausa. Il limite è questo.

Lo studio non dimostra né che i probiotici siano inutili dopo la menopausa né che siano efficaci in quella fase della vita. Trial sui probiotici, 2024

Nelle recidive dopo la menopausa la valutazione può includere fattori come l'atrofia e il residuo di urina dopo la minzione. Cambiare fermenti non chiarisce questi aspetti. Le linee guida EAU collocano la prevenzione in una valutazione dei fattori favorenti, senza ridurla a una singola integrazione. EAU, infezioni urologiche

Anche gravidanza, allattamento, malattie e terapie in corso richiedono una valutazione specifica prima di usare integratori, secondo l'ISS. Le adulte non sono un gruppo uniforme. Uno studio su donne adulte non è per questo valido anche in tutte le condizioni appena elencate. Comunicare al medico la propria situazione è più utile che scegliere in base alla sola somiglianza con la descrizione di una partecipante. ISS, uso degli integratori

Quando le recidive richiedono di chiarire la diagnosi?

Quando gli episodi tornano, chiarire che si tratti di infezioni ricorrenti viene prima di scegliere un probiotico preventivo. EAU definisce la ricorrenza con almeno due episodi in sei mesi o tre in un anno e indica l'urinocoltura per confermare la diagnosi iniziale. Un fastidio continuo è diverso.

Non corrisponde automaticamente a una serie di nuove infezioni. EAU, infezioni urologiche

La distinzione conta anche negli studi. Prevenire un nuovo episodio non significa risolvere ogni dolore urinario che dura nel tempo. Se manca questa chiarezza, cambiare fermenti dopo ogni settimana di bruciore può lasciare senza risposta la domanda principale, cioè che cosa stia causando i sintomi.

Il percorso della cistite recidivante e il significato dell'urinocoltura sono approfonditi separatamente. Non è una ricerca del marchio «più forte». Gli accertamenti servono a collegare la prevenzione al problema effettivo e il medico valuta anche se occorrano ulteriori esami per chiarire la situazione. EAU, infezioni urologiche

Cosa sappiamo sulla sicurezza dei probiotici?

Il trial del 2024 non ha registrato eventi avversi gravi, ma questo non basta a garantire sicurezza per chiunque. Il dato riguarda le donne di quello studio. Uno studio su donne selezionate descrive ciò che è stato osservato in quel contesto. Sui danni restano dubbi. La revisione Cochrane segnalava che le informazioni erano insufficienti, anche per quanto riguarda gli eventi rari. Trial sui probiotici, 2024 Revisione Cochrane, 2015

«Nessun evento grave osservato» non significa «nessun evento grave possibile».

Il rischio zero non è dimostrato. Mancano anche dati per una lista universale di interazioni, che sia valida per ogni ceppo e formula senza tenere conto delle differenze tra i preparati. I dati mancanti restano tali. Non giustificano né un allarme su un rischio specifico non documentato né una rassicurazione assoluta sulla sicurezza di tutti i preparati.

Se si assumono medicinali o più integratori, è utile presentare al medico l'elenco completo e la composizione del preparato considerato. Lo indica l'ISS. Serve a valutare l'uso del preparato nella situazione di chi lo vuole assumere. Aumentare la quantità o prolungare l'assunzione senza discuterne non risolve l'incertezza sull'efficacia. ISS, uso degli integratori

Fonti e documenti citati nel testo 4

Risposte alle domande più frequenti

Se oggi ho bruciore, posso iniziare dai fermenti?

Gli studi descritti riguardano il tentativo di evitare nuovi episodi, non una terapia dimostrata per il bruciore già presente. I sintomi di oggi vanno valutati. È un passaggio distinto dalla scelta di come prevenire episodi futuri. Febbre, brividi, dolore al fianco o malessere generale richiedono assistenza tempestiva. Non aspettare l'effetto di un probiotico. Trial sui probiotici, 2024 EAU, infezioni urologiche

Se un probiotico ha lo stesso ceppo, è quello dello studio?

No, non necessariamente. Il ceppo è un'informazione essenziale, ma da solo non dimostra che il preparato coincida con quello usato nello studio. Contano anche formulazione e via di somministrazione; i dati EAU non stabiliscono uno schema ottimale universale. Un nome non predice il risultato.

Le percentuali del trial del 2024 non vanno associate a una confezione italiana basandosi solo su quella corrispondenza. EAU, infezioni urologiche Trial sui probiotici, 2024

Lo studio nuovo rende inutile la vecchia revisione?

No. I due lavori usano dati diversi per rispondere a domande collegate. La revisione riassumeva studi disponibili fino al 2015; il trial successivo aggiunge risultati su preparati e partecipanti specifici. Considerarli insieme permette di riconoscere il segnale favorevole senza trasformarlo in una conclusione su tutti i fermenti lattici. Revisione Cochrane, 2015 Trial sui probiotici, 2024

Il testo aiuta a interpretare le ricerche sui probiotici; per una diagnosi o un programma personale di prevenzione serve il confronto con il medico.